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Inquadramento metodologico per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale

Con la pubblicazione nella gazzetta ufficiale del 29 gennaio 2008 della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni si conclude un lungo percorso scientifico ed istituzionale iniziato diversi anni fa.

Già nel 2002 la Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici del Ministero per i beni e le attività culturali avvia un progetto di monitoraggio dello stato di conservazione del patrimonio architettonico vincolato, con lo scopo di costituire un quadro conoscitivo a scala territoriale della reale consistenza del patrimonio culturale e del suo stato di conservazione. Il progetto individua un percorso metodologico strutturato su successivi livelli di conoscenza, modello confluito poi in larga parte nell’allegato A delle Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale.

L’approccio conoscitivo ad una fabbrica storica rappresenta un percorso metodologico "inverso" rispetto agli edifici di nuova costruzione: dall’analisi della realtà materica della costruzione, attraverso successivi livelli di approfondimento, al riconoscimento del funzionamento strutturale accertato per la verifica della sicurezza sismica ai fini della definizione degli interventi.

Tale iter metodologico non è definibile in un'unica scheda di rilevamento. Pertanto, la raccolta dei dati è articolata per moduli schedografici autonomi e complementari, ognuno dei quali rappresenta un livello di conoscenza dal diverso grado di attendibilità. La scelta tra i diversi moduli schedografici costituisce il progetto conoscitivo da attuare in relazione agli obiettivi dell’indagine, ai contesti territoriali, alla disponibilità delle risorse.

Laura Moro

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